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sabato, 30 dicembre 2006


Gentile editore, io non demordo!


Gentile Editore, io non demordo! racchiude la storia di ogni aspirante scrittore che sogna di veder pubblicato il proprio racconto. E’ un susseguirsi di racconti brevissimi dalle trame fitte. Un fiume di storie sempre imprevedibili e dense di colpi di scena o di punti di vista insoliti che vengono inviate a un editore poco propenso a comprenderle. Lo sforzo di innovazione dell’autore, il suo stile poliedrico e mai scontato sono la vera ragione dei continui rifiuti dell’editore che sembra invece alla ricerca di scritture normali e tradizionali. I racconti sbagliati sono voli pindarici che celano una critica irriverente e sarcastica alla banalità che talvolta contraddistingue le scelte del mondo dell’editoria. Gli ingredienti del libro, che danno origine ai colori della copertina sono: 25% di assurdo, 15% di labirinti, 5% di extraterrestri, 5% di amore, 25% di onirico, 25% di thriller.
 
copertina
copertina:
Antonio Zoppetti alias Zop,
Gentile editore, io non demordo!
Rgb, Milano 2006
pagine: 94 - prezzo: € 6,50

”L’esilarante carteggio tra un autore e un editore che respinge in modo sistematico ogni sua proposta. L’autore fa di tutto per assecondare ogni richiesta, per quanto fumosa e immotivata, producendo a ripetizione storie nuove, imprevedibili, straordinarie e surreali. Racconti brevi, circolari, o incastrati l’uno nell’altro, che mescolano il modo di scrivere reticolare del web con gli approcci di autori non meno labirintici come Calvino, Borges o Queneau che si ritrovano talvolta citati e altre volte volutamente celati.”

(tratto dalla quarta di copertina)
Punti vendita: Feltrinelli e Mondadori shop.

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postato da: vegekuu alle ore 16:49 | link | commenti
categorie: libri


[ zop blog ]
Opificio di sperimentazione narrativa che ha scelto il web come luogo espressivo

zop blog ..clicca qui!
Nato nel 2002, quando il fenomeno era agli albori, lo zopblog è stato il primo blog utilizzato per dare vita a giochi di narrazioni collettive. Al rifacimento internettiano degli Esercizi di stile di Queneau hanno contribuito più di duecento persone. Da questa esperienza, che ha ottenuto il secondo posto al concorso Scrittura mutante, alla fiera del libro di Torino del 2003 è scaturito il libro: A. Zoppetti, Blog. PerQuenau? La scrittura cambia con internet. Luca Sossella, Roma, 2003. In seguito il blog si è configurato sempre più come un opificio di sperimentazione narrativa che ha scelto il web come luogo espressivo. Ai giochi narrativi inventati, proposti e gestiti dall’autore partecipano anche i lettori. Tra le cose più significative che sono state prodotte in questi anni: il radioblog in diretta con radio 3, i microgialli e i gialli da sms, i componimenti dadisti, le poesie animate, i falsi incipit e gli stupri letterari. Da una selezione di racconti scritti da zop sul suo blog, infine, è scaturito un secondo libro: Gentile editore, io non demordo!  Rgb, Milano, 2006.

zop.splinder.com

postato da: vegekuu alle ore 16:25 | link | commenti (1)
categorie: scritti poesie, siti blog
venerdì, 22 dicembre 2006


NapoliMilano [3.0] Community


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Il progetto del NapoliMilano deve moltissimo ad un fiume spagnolo che scorre lungo l’orgogliosa Castiglia, terra d’altipiani, mulini e cavalieri erranti: il Duero.

Sulle sponde del río Duero vengono amorosamente curate le vigne che origineranno il vino Ribera, un rosso rubino che sa di inverni freddi e cuori caldi, ma proseguendo lungo il corso del fiume quelle uve travalicano la frontiera e vanno a stazionare in botti di rovere nella bellissima città di Oporto, da cui fuoriescono nobilitate in pregiate bottiglie di vino corposo e dolce, da meditazione e da piacevoli conversazioni. Proprio nel fondo di una bottiglia di Porto Offly è nata la nostra Community lunga 872 chilometri di post.

Da quella sera Stefano e Gino, giocando ad un gioco serio, per caso hanno iniziato a raccontare vita, opere e miracoli di due città così vicine, così lontane, diventando lentamente lo specchio in cui si riflette il crescere ed il fluire delle loro vite e di un’attualità italiana che chiede solo di essere commentata con sguardo critico. Ma siccome le buone notizie non vengono mai sole, soprattutto in quel meraviglioso mondo del giornalismo partecipato che sta democratizzando il web e la società digitale, il NapoliMilano è diventato luogo di ritrovo di molti affezionati blogger (oltre che di una redazione romana a completamento dell’ideale trittico nostrano), che insieme hanno creato una rete comunicativa da cui partire per definire e definirsi, cui tornare per riprendere il cammino.

Il progetto, che voleva essere una casa virtuale dove riunire esperienze diverse nel tempo e nello spazio, è diventato un contenitore vivo e pulsante, che aspetta solo di continuare a crescere, dentro e fuori dal web. Intanto il gioco di rimandi tra le tre redazioni è lì a rincorrersi e generare fiumi di parole tutti da degustare.


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postato da: vegekuu alle ore 16:39 | link | commenti (3)
categorie: community, siti blog
giovedì, 21 dicembre 2006


Il Nepal in un romanzo rosa a tratti giallo

Un'opinione di Groudy.Blue su
Un caffè a Kathmandu (Manuela Mazzi)
(22 Giugno 2006)

     LA VALUTAZIONE 

Vantaggi: un libro finalizzato alla solidarietà per il Nepal grazie alla donazione del 50% del ricavato all'associazione no profit Apeiron Onlus, che opera direttamente a Kathmandu per il recupero degli street children... ma anche un romanzo leggero e divertente

Svantaggi: nessuno

Con Un Caffè A Kathmandu, Manuela Mazzi sceglie il tragitto inconsueto del romanzo per parlare della problematica degli street children nepalesi: se sullo sfondo è la denuncia del degrado in cui versa il Nepal, in primo piano viene fuori l'insolita veste di un appassionante romanzo rosa, che a tratti si tinge di giallo tra misteri e spionaggio.
Ecco dunque il modo più scorrevole per arginare l'enfasi stereotipata di un discorso complesso rendendolo vivo nell'interesse non solo degli addetti al settore, ma anche dei curiosi alla ricerca di un romanzo particolare.

Se Un Caffè A Kathmandu è un romanzo che diverte, appassiona, di certo la sua autrice, la giornalista e fotografa free lance ticinese Manuela Mazzi, non dimentica nemmeno la funzione di sensibilizzazione sociale del suo romanzo: alla base è la sua esperienza autobiografica che l'ha vista protagonista di un viaggio in Nepal intrapreso nel 1998 grazie allo sprono di un suo maestro di karate, Sauro Somigli, attivista e co-fondatore con Silvia Del Conte dell'Associazione Apeiron (www.apeiron-aid.org): un ente ONLUS con sede legale a Firenze, che opera direttamente a Kathmandu prestando aiuto all'integrazione dei bambini di strada autogestendosi e autofinanziandosi grazie ai suoi volontari.

Ovviamente, l'idea di questo romanzo non poteva non sposarsi con la beneficenza: il 50% del ricavato delle vendite di Un Caffè A Kathmandu, infatti, andrà a sostenere proprio il progetto Apeiron ONLUS.

     LA TRAMA

La fotografa svizzera Micky Levante parte alla volta di Kathmandu e del vicino villaggio di Pokhara per documentare la situazione degli street children, ma il suo viaggio sarà anche pieno di emozioni personali e colpi di scena.
Cosa succede, infatti, se una giovane donna come lei, sempre sulla difensiva e disillusa dall'amore a prima vista incontra due compagni di viaggio come Carlos, l'affascinante cameraman tenebroso e taciturno di origini spagnole e il giornalista estroverso e fin troppo burlone Franck?
Tutto prende piste inaspettate: turisti imbevuti di culti new age taroccati, misteri di scambi sospetti e indagini dei servizi segreti… è un grande marasma di eventi e situazioni a sorpresa, ma che assolutamente non dimenticano lo sguardo essenziale ma deciso sul Nepal e sui suoi problemi: dai bambini al degrado igienico, alla spregiudicatezza truffaldina di occidentali disonesti, fino ai consueti inconvenienti di salute del "mal di monsone".

     IN CONCLUSIONE

La visione caleidoscopica ed estremamente vicina al lettore, fa di Un Caffè A Kathmandu un ottimo spunto per tracciare senza complicati intellettualismi lo scorcio nepalese di uno Stato con i suoi grandi problemi, ma anche con il suo grande fascino che può anche aprire un nuovo orizzonte nel lettore, che ne dite? Apeiron organizza anche viaggi culturali in Nepal per familiarizzare la cultura di questo paese vivendo a stretto contatto con essa…

Ma se il viaggio vi sembra troppo lungo, Un Caffè A Kathmandu e Manuela Mazzi saranno i vostri compagni di viaggio per un soggiorno immaginario, a tu per tu, con il Nepal sulla scia di un romanzo che si legge tutto d'un fiato!

     CHI E' MANUELA MAZZI

Manuela Mazzi nasce a Locarno (Svizzera) nel 1971.
È giornalista professionista e fotografa, ha scritto per diverse testate della stampa ticinese e ha collaborato in Italia con Il Giornale come corrispondente dalla Svizzera Italiana.
Attualmente lavora nella redazione del settimanale d'approfondimento Azione e produce servizi fotografici in veste di free lance.
Oltre a Un Caffè A Kathmandu, pubblicato nel 2005 con la casa editrice Progetto Cultura 2003 ha pubblicato il racconto new age L'Angelo Apprendista. Un romanzo che in poche settimane ha esaurito due ristampe. In uscita per marzo 2007 è invece il Reportage Narrativo Sesso Stanco, per le edizioni Fuoridallerotte.

     CONTATTI:

Manuela Mazzi, casella postale 1615
6648 Minusio - Ticino/Svizzera

e-mail: uncaffeakathmandu@tiomail.ch
blog: www.uncaffeakathmandu.splinder.com


 Si veda anche: Un caffè a Kathmandu
postato da: vegekuu alle ore 18:05 | link | commenti (5)
categorie: recensioni


Un caffè a Kathmandu


Libro denuncia di Manuela Mazzi, uscito nel mese di maggio del 2006.
Un romanzo giallo, incentrato sulla situazione precaria dei bambini
di strada nepalesi, con... una sfumatura rosa.

Ordinabile su ibs.it (clicca qui)
Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà:

il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà
devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu

che opera per difendere i più elementari diritti di bambini, donne e uomini.

ibsit_logo
Visita il Blog di Manuela Mazzi:

www.uncaffeakathmandu.splinder.com

postato da: vegekuu alle ore 00:34 | link | commenti (5)
categorie: libri, siti blog
martedì, 19 dicembre 2006



giornalettismoheaderc
Non-periodico di attualità, politica e satira

giornalettismobanner1

www.giornalettismo.ilcannocchiale.it

postato da: vegekuu alle ore 00:15 | link | commenti
categorie: siti blog
domenica, 17 dicembre 2006


Come unica amica una bottiglia sotto le ascelle

Primo lavoro acerbo di Domenico Cosentino: un opuscolo contenente cinque racconti.
Venti pagine di nefandezze e ilarità di stampo metaforico in un italiano approssimativo.
COPERTINAccosentinonico.splinder.com

Dello stesso autore, si veda anche
Alone like a dog
postato da: vegekuu alle ore 23:06 | link | commenti (3)
categorie: libri, siti blog
sabato, 16 dicembre 2006


AL. - Recensione apparsa su CINQUE giorni


Un "AL - trove" terrestre
Quattro componenti con grandi partecipazioni 
AL_copertina_150x150


Provengono da Olevano Romano e da Cave gli AL., nome minimale dell' alternative rock band nata nel 2003. Dopo vari assestamenti e cambiamentidi line-up attualmente la band è cosi composta: Emiliano De Carolis alla voce, Flavio De Giusti e Riccardo Emmolo si alternano al basso e alla chitarra elettrica Giulio Tirinelli alla batteria. Hanno all' attivo numerose esperienze live sparse fra il territorio della provincia e kla capitale, condividendo il palco con artisti come: 24 GRANA, ASSALTI FRONTALI E ULAN BATOR. Del 2005 è la partecipazione al "radiolevano rock festival" in cui riscuotono ampi consensi. nella scorsa primavera vengono selezionati per il concorso "M-arte live" della capitale. La band ha inciso un Ep autoprodotto intitolato "Frammenti di un viaggio", una sorta di concept-ep contenente cinque brani in lingua italiana. Proprio come il loro nome, pure essenziale è la loro cifra stilistica. Nel pezzo "Neil" la storia è liberamente ispirata al celebre Neil Armstrong, primo uomo a mettere piede sulla luna, ma si tratta di un viaggio che va al di là della mera empiria."Io so quando" è una litania melodica, ossessiva e conturbante, le chitarre marlenekunziane (della nota band italiana Marlene Kunz, n.d.a.), distorte e malate, ne rendono la sospenzione, la prossimità alla terra, ma solo la prossimità in quanto gli AL. decollano verso lidi interiori. La vocalità di Emiliano de Carolis è tutta tesa ad introiettare le parole e restituirle assolutamente snaturate di significato eppure pregne di emozionalità. Le chitarre e il basso di "Ulisse" riecheggiano le atmosfere fine '70 dei primissimi CURE targati "three imaginary boys" ( 1979 n.d.a.), in cui convergono riferimenti dell' "epopea" anni '90 di bands alternative rock made in Italy come C.S.I. e RITMO TRIBALE. Questa la musca e le suggestioni degli AL. che , indefessi, lunedi prossimo suoneranno in un noto locale romano per le selezioni del concorso "Rock targato Italia". Consigliati a tutti coloro che scelgono di vivere nell' al-trove terrestre.

Recensione apparsa su "CINQUE giorni", quotidiano gratuito della provincia di Roma, a cura di Mariagloria Fontana.
postato da: vegekuu alle ore 01:42 | link | commenti
categorie: musica, recensioni
mercoledì, 13 dicembre 2006


Le creazioni di Novla

postato da: vegekuu alle ore 22:07 | link | commenti
categorie: hobby creativi, siti blog
martedì, 12 dicembre 2006


J@M Magazine


JAMdicembre-2006cLeggi J@M online su: www.jam-magazine.it
postato da: vegekuu alle ore 14:34 | link | commenti (1)
categorie: riviste


Bambole di Mais




In questo sito sono esposte le creazioni in pasta di sale, pasta di mais e decoupage di Novla.
E' previsto lo scambio banner e la possibilità di inserire le foto delle vostre creazioni in una apposita pagina dedicata ai siti amici. Se siete interessati contattatemi attraverso le modalità indicate sul sito.

postato da: vegekuu alle ore 13:24 | link | commenti (1)
categorie: hobby creativi, siti blog


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