
Il progetto del NapoliMilano deve moltissimo ad un fiume spagnolo che scorre lungo l’orgogliosa Castiglia, terra d’altipiani, mulini e cavalieri erranti: il Duero.
Sulle sponde del río Duero vengono amorosamente curate le vigne che origineranno il vino Ribera, un rosso rubino che sa di inverni freddi e cuori caldi, ma proseguendo lungo il corso del fiume quelle uve travalicano la frontiera e vanno a stazionare in botti di rovere nella bellissima città di Oporto, da cui fuoriescono nobilitate in pregiate bottiglie di vino corposo e dolce, da meditazione e da piacevoli conversazioni. Proprio nel fondo di una bottiglia di Porto Offly è nata
Da quella sera Stefano e Gino, giocando ad un gioco serio, per caso hanno iniziato a raccontare vita, opere e miracoli di due città così vicine, così lontane, diventando lentamente lo specchio in cui si riflette il crescere ed il fluire delle loro vite e di un’attualità italiana che chiede solo di essere commentata con sguardo critico. Ma siccome le buone notizie non vengono mai sole, soprattutto in quel meraviglioso mondo del giornalismo partecipato che sta democratizzando il web e la società digitale, il NapoliMilano è diventato luogo di ritrovo di molti affezionati blogger (oltre che di una redazione romana a completamento dell’ideale trittico nostrano), che insieme hanno creato una rete comunicativa da cui partire per definire e definirsi, cui tornare per riprendere il cammino.
Il progetto, che voleva essere una casa virtuale dove riunire esperienze diverse nel tempo e nello spazio, è diventato un contenitore vivo e pulsante, che aspetta solo di continuare a crescere, dentro e fuori dal web. Intanto il gioco di rimandi tra le tre redazioni è lì a rincorrersi e generare fiumi di parole tutti da degustare.
Un'opinione di Groudy.Blue su
Un caffè a Kathmandu (Manuela Mazzi)
(22 Giugno 2006)
LA VALUTAZIONE
Vantaggi: un libro finalizzato alla solidarietà per il Nepal grazie alla donazione del 50% del ricavato all'associazione no profit Apeiron Onlus, che opera direttamente a Kathmandu per il recupero degli street children... ma anche un romanzo leggero e divertente
Svantaggi: nessuno
Con Un Caffè A Kathmandu, Manuela Mazzi sceglie il tragitto inconsueto del romanzo per parlare della problematica degli street children nepalesi: se sullo sfondo è la denuncia del degrado in cui versa il Nepal, in primo piano viene fuori l'insolita veste di un appassionante romanzo rosa, che a tratti si tinge di giallo tra misteri e spionaggio.
Ecco dunque il modo più scorrevole per arginare l'enfasi stereotipata di un discorso complesso rendendolo vivo nell'interesse non solo degli addetti al settore, ma anche dei curiosi alla ricerca di un romanzo particolare.
Se Un Caffè A Kathmandu è un romanzo che diverte, appassiona, di certo la sua autrice, la giornalista e fotografa free lance ticinese Manuela Mazzi, non dimentica nemmeno la funzione di sensibilizzazione sociale del suo romanzo: alla base è la sua esperienza autobiografica che l'ha vista protagonista di un viaggio in Nepal intrapreso nel 1998 grazie allo sprono di un suo maestro di karate, Sauro Somigli, attivista e co-fondatore con Silvia Del Conte dell'Associazione Apeiron (www.apeiron-aid.org): un ente ONLUS con sede legale a Firenze, che opera direttamente a Kathmandu prestando aiuto all'integrazione dei bambini di strada autogestendosi e autofinanziandosi grazie ai suoi volontari.
Ovviamente, l'idea di questo romanzo non poteva non sposarsi con la beneficenza: il 50% del ricavato delle vendite di Un Caffè A Kathmandu, infatti, andrà a sostenere proprio il progetto Apeiron ONLUS.
LA TRAMA
La fotografa svizzera Micky Levante parte alla volta di Kathmandu e del vicino villaggio di Pokhara per documentare la situazione degli street children, ma il suo viaggio sarà anche pieno di emozioni personali e colpi di scena.
Cosa succede, infatti, se una giovane donna come lei, sempre sulla difensiva e disillusa dall'amore a prima vista incontra due compagni di viaggio come Carlos, l'affascinante cameraman tenebroso e taciturno di origini spagnole e il giornalista estroverso e fin troppo burlone Franck?
Tutto prende piste inaspettate: turisti imbevuti di culti new age taroccati, misteri di scambi sospetti e indagini dei servizi segreti… è un grande marasma di eventi e situazioni a sorpresa, ma che assolutamente non dimenticano lo sguardo essenziale ma deciso sul Nepal e sui suoi problemi: dai bambini al degrado igienico, alla spregiudicatezza truffaldina di occidentali disonesti, fino ai consueti inconvenienti di salute del "mal di monsone".
IN CONCLUSIONE
La visione caleidoscopica ed estremamente vicina al lettore, fa di Un Caffè A Kathmandu un ottimo spunto per tracciare senza complicati intellettualismi lo scorcio nepalese di uno Stato con i suoi grandi problemi, ma anche con il suo grande fascino che può anche aprire un nuovo orizzonte nel lettore, che ne dite? Apeiron organizza anche viaggi culturali in Nepal per familiarizzare la cultura di questo paese vivendo a stretto contatto con essa…
Ma se il viaggio vi sembra troppo lungo, Un Caffè A Kathmandu e Manuela Mazzi saranno i vostri compagni di viaggio per un soggiorno immaginario, a tu per tu, con il Nepal sulla scia di un romanzo che si legge tutto d'un fiato!
CHI E' MANUELA MAZZI
Manuela Mazzi nasce a Locarno (Svizzera) nel 1971.
È giornalista professionista e fotografa, ha scritto per diverse testate della stampa ticinese e ha collaborato in Italia con Il Giornale come corrispondente dalla Svizzera Italiana.
Attualmente lavora nella redazione del settimanale d'approfondimento Azione e produce servizi fotografici in veste di free lance.
Oltre a Un Caffè A Kathmandu, pubblicato nel 2005 con la casa editrice Progetto Cultura 2003 ha pubblicato il racconto new age L'Angelo Apprendista. Un romanzo che in poche settimane ha esaurito due ristampe. In uscita per marzo 2007 è invece il Reportage Narrativo Sesso Stanco, per le edizioni Fuoridallerotte.
CONTATTI:
Manuela Mazzi, casella postale 1615
6648 Minusio - Ticino/Svizzera
e-mail: uncaffeakathmandu@tiomail.ch
blog: www.uncaffeakathmandu.splinder.com
| Si veda anche: Un caffè a Kathmandu |


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Si veda anche: Il Nepal in un romanzo rosa a tratti giallo
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