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venerdì, 07 dicembre 2007


Scrissi d'Arte

“SCRISSI D’ARTE”: USCITO PER L’IMMAGINARIA EDITRICE L’ULTIMO LIBRO DELLO STUDIOSO CREMONESE SIMONE FAPPANNI: UNA RACCOLTA DI SAGGI, STUDI E RICERCHE SUL MONDO DELLE BEAUX ARTS

È uscito in questi giorni, pubblicato dall’Immaginaria editrice, il nuovo libro dello studioso d’arte cremonese Simone Fappanni dal titolo “Scrissi d’arte”. Il volume, il cui titolo s’ispira volutamente alla celebre aria d’opera “Vissi d’arte, vissi d’amore”, presenta una serie di saggi critici, studi e “incontri” con artisti contemporanei svolti in diversi anni di appassionate ricerche.  Scrive l’autore nelle pagine introduttive: «questo libro da due esigenze estremamente correlate: quella di riunire assieme contributi critici pubblicati in libri e cataloghi pressoché introvabili poiché esauriti da parecchio tempo e, assieme, proporre una riflessione su quegli artisti che sono diventati amici sinceri, proprio grazie all’arte o, più precisamente, alla loro arte, che è creazione in atto e che tanto mi ha appassionato e appassiona. Una scelta “affettiva”, si perdoni questa definizione poco accademica, che però inquadra bene la prossimità che lega questi scritti l’uno all’altro e che rientra in un più ampio ambito di ricerca, tuttora in divenire, su cui però mi è sembrato opportuno soffermarmi. Questo però è, a mio avviso, solo l’inizio di un percorso di scoperta dell’arte che, a mio parere, non potrà mai essere concluso né, tanto meno risultare a sé stante: l’amore per l’arte prescinde, infatti, da ogni scansione temporale». Il contributo d’apertura vuole essere una riflessione sul concetto di sperimentazione artistica, cioè sulla plasticità che caratterizza gli artisti che praticano un percorso di ricerca, espressiva e tecnica, continua. Segue un testo sulla scultura e soprattutto su ciò che significa praticare quotidianamente questo tipo d’arte. Nel contributo La metafora del sogno si pone in essere, invece, un excursus sul Surrealismo, una corrente d’avanguardia che ancora oggi svela la sua grande profondità e pregnanza. Non potevano mancare diverse pagine legate al rapporto fra l’Arte e il Web, data l’attualità del tema, che apre questioni piuttosto complesse ma davvero interessanti, specie nell’ottica dalla progressiva definizione di nuove dimensioni di espressione della creatività. Con Arte informale: la realtà oltre la forma, a chiusura della prima parte del volume, s’intendono offrire alcuni punti fermi per una ricognizione meta-rappresentativa su ciò ha rappresentato e ancora rappresenta la possibilità di dare vita a opere aniconiche. In due ricerche, una sull’acquerello in Italia, l’altra sul pastello, si documenta la presenza di queste due tecniche nella storia delle Beaux Arts, troppo spesso considerate, ingiustamente, alquanto semplici; mentre in un terzo excursus si vuole offrire, senza pretesa di esaustività, una sinottica ricognizione riguardante l’arte femminile in Italia dal Novecento a oggi. Nella sezione conclusiva del volume, vengono presentati, gli artisti di cui l’autore si è maggiormente occupato in questi ultimi anni, ovvero: Stefano Cozzaglio, Paris Cutini, Giancarlo Cutini, Umberto Esposti, Lorella Facchetti, Moira Facchetti, Oliviero Falconi, Patrizia Falsetti, Emanuela Fera, Lucia Ferrari, Giorgio Frigo, Paolo Lenti, Liana Morgese, Luigi Onofri, Valeria Pontoglio, Sandra Piccioni, Bruno Premoli, Maria Puggioni, Cristina Simeoni, Dante Maccarelli, Giuseppe Zumbolo e Maria Zuncheddu. Simone Fappanni, Scrissi d’arte, Immaginaria editrice, Cremona 2007, pp. 112, Euro 12.

Per info: fasimo71@libero.it

postato da: vegekuu alle ore 14:08 | link | commenti
categorie: recensioni, libri
mercoledì, 09 maggio 2007


Il sorriso della mia prima fidanzata

Guardavo una farfalla bianca come il gesso, intrufolarsi nell’aria caraibica di questa primavera.
Trottava verso la torre Velasca, sembrava nervosa. Voleva scalare il colosso di cemento?
Erano giorni che non riuscivo a smettere di litigare con me stesso. Lo stadio finale era giunto: non mi sopportavo.
E non riuscivo a togliermi dalla testa quel libricino che avevo trovato nella casella della posta.

Alone like a dog” di Domenico Cosentino.

L’avevo letto e riletto, tanto da saperlo quasi a memoria.
In quella giornata, l’unica cosa che non mi dava noia, era uno di quei racconti strampalati, si chiama: “Una storia normale”.
Parlava di me. Di quelli che come me sono arrivati alla fine di un ponte.
Le parole che mi avevano colpito erano: “Faceva fatica ad alzarsi dal letto. Aveva paura. Ma era anche un po’ felice.

Doveva fare questo grande viaggio.

La prima volta che saliva su un aereo.
Avrebbe visto cose nuove, forse avrebbe sorriso.
Sorridere?
Da quanto tempo non lo faceva più?”.
In Porta Romana vidi la mia prima fidanzata.
Il sorriso più delizioso che avessi mai incontrato.

Disse: “Ho rotto con mio marito”.
“Non mi è mai piaciuto”.
“Neanche a me”, replicò divertita.
“Cosa fai?”.
“Parto per il Messico, ho due biglietti. Vieni con me”.

Dopo anni d’insensati dinieghi, pensai: perché no?

Lei disse: “Domani sono sotto casa tua con il taxi, alle sette”.

(Racconto , apparso su Repubblica, nella rubrica "Transiti" di Giovanna Giolla, autrice del romanzo culto: "Vermi. Diario d'amore" - Edizioni Tea)


www.cosentinonico.splinder.com

postato da: vegekuu alle ore 02:13 | link | commenti
categorie: recensioni, scritti poesie
giovedì, 29 marzo 2007


Recensioni Libere

Recensioni Libere - Musica Film Recensioni Altro
Uno spazio dove poter vedere pubblicate le proprie recensioni o i propri articoli inerenti la musica o il cinema e discuterne liberamente con altri appassionati: nasce RecensioniLibere, un progetto di ArnoldLayne, che da poco si sta facendo conoscere nel circuito cinefilo e musicofilo sul web.

postato da: vegekuu alle ore 16:16 | link | commenti (3)
categorie: musica, recensioni, cinema teatro
giovedì, 15 febbraio 2007


Vermi - Recensione di Carlotta De Melas

vermiPerché si sceglie un libro piuttosto che un altro? Per la copertina, per il passaparola,per la trama (si spera), perché si è letta una recensione,perché conosciamo la scrittrice o scrittore? I motivi possono essere diversi. Con un libro in particolare, sono state inizialmente le coincidenze a farmelo comprare per poi far apprezzare con intensità.

Il libro è Vermi, una storia d’amore di Giovanna Giolla. Comprato per la prima volta alla Feltrinelli di Milano nei miei sacri pomeriggi post universitari, in cui le librerie diventano un rifugio dal freddo e dal susseguirsi di vetrine di moda, successivamente, regalato da una cara amica a Natale. Un libro che ho letto a voce alta per sentire la musica che ogni parola sa trasmettere, in treno ed in metropolitana per trovarmi con l’immaginazione lontano, di notte quando l’insonnia mi tiene sveglia, che ho sottolineato con l’intento di bloccare un pensiero.  Quando ho scoperto che su splinder c’era il blog della scrittrice (http://www.vermireligion.splinder.com) è stata un’altra piacevole sorpresa e lo è stato ancora di piu' rendermi conto che è una persona disponibile, che ama la parola scritta, ama questo libro come si ama una creatura partorita con fatica e inchiostro.

Se volete leggere un libro, se volete che i personaggi vi facciano compagnia anche dopo essere arrivati all’ultima pagina, che vi scivoli dentro come una caramella tagliente e intensa, leggete questo libro con lame e carezze. Cullatelo e sentirete il profumo dell'India,della notte Milanese mai buia, della passione. Come sempre è un consiglio, ma certa che vi piacerà.

Le mie due copie sono in bella vista,nella quarta mensola della mia libreria. In fila insieme ad altri compagni di viaggio,in attesa di un autografo della scrittrice.

 

     TRAMA


Monserrat lavora come centralinista in un Call Center erotico. A Milano, per pagarsi l'università. La prima notte prende la telefonata di uno sconosciuto che non vuole parlare con le ragazze. Ma solo con lei. Davide è un artista affascinante, contraddittorio, sfuggente che la convincerà ad incontrarlo, obbligandola a venire meno alle regole. "Non ti sto offrendo una tenera noia. Tu vuoi essere sconvolta", le dice. Nasce una forte attrazione, un amore lì catapulterà in una folle simbiosi sessuale, accompagnata da sentimenti profondi. Monserrat vive questa storia sullo sfondo di una Milano stravagante, dove non esistono limiti agli eccessi. All'improvviso decide di partire per l'India. Irrompe, come un film, un mondo di realtà magiche e allucinanti.  Da questo paese magico, sorprendente e brutale ripercorrerà con la memoria il suo passato, il legame con Davide e il motivo della sua fuga.

Monserrat è un'eroina che attraversa tutti i mondi possibili con il cuore e la leggerezza di chi ha coraggio. Di chi ha il desiderio di cercare. Di chi ha il rischio nel DNA.

Una storia d’amore, dove passione, follia e sentimento sono i protagonisti.

 


     Chi è Giovanna Giolla


Giovanna Giolla, dopo numerosi viaggi, vive a Milano, dove è nata. Scrive racconti sul quotidiano “La Repubblica”. La sua rubrica si chiama: “Transiti”.

E’ disegnatrice di favole che scrive e rilega a mano in un unico esemplare. Questo è il suo primo romanzo.


Recensione di Carlotta De Melas pubblicata su:
www.smagliatureinchiostro.splinder.com

 Si veda anche:  - Presentazione del romanzo, 21 febbraio 2007

 

postato da: vegekuu alle ore 16:25 | link | commenti (1)
categorie: recensioni
giovedì, 21 dicembre 2006


Il Nepal in un romanzo rosa a tratti giallo

Un'opinione di Groudy.Blue su
Un caffè a Kathmandu (Manuela Mazzi)
(22 Giugno 2006)

     LA VALUTAZIONE 

Vantaggi: un libro finalizzato alla solidarietà per il Nepal grazie alla donazione del 50% del ricavato all'associazione no profit Apeiron Onlus, che opera direttamente a Kathmandu per il recupero degli street children... ma anche un romanzo leggero e divertente

Svantaggi: nessuno

Con Un Caffè A Kathmandu, Manuela Mazzi sceglie il tragitto inconsueto del romanzo per parlare della problematica degli street children nepalesi: se sullo sfondo è la denuncia del degrado in cui versa il Nepal, in primo piano viene fuori l'insolita veste di un appassionante romanzo rosa, che a tratti si tinge di giallo tra misteri e spionaggio.
Ecco dunque il modo più scorrevole per arginare l'enfasi stereotipata di un discorso complesso rendendolo vivo nell'interesse non solo degli addetti al settore, ma anche dei curiosi alla ricerca di un romanzo particolare.

Se Un Caffè A Kathmandu è un romanzo che diverte, appassiona, di certo la sua autrice, la giornalista e fotografa free lance ticinese Manuela Mazzi, non dimentica nemmeno la funzione di sensibilizzazione sociale del suo romanzo: alla base è la sua esperienza autobiografica che l'ha vista protagonista di un viaggio in Nepal intrapreso nel 1998 grazie allo sprono di un suo maestro di karate, Sauro Somigli, attivista e co-fondatore con Silvia Del Conte dell'Associazione Apeiron (www.apeiron-aid.org): un ente ONLUS con sede legale a Firenze, che opera direttamente a Kathmandu prestando aiuto all'integrazione dei bambini di strada autogestendosi e autofinanziandosi grazie ai suoi volontari.

Ovviamente, l'idea di questo romanzo non poteva non sposarsi con la beneficenza: il 50% del ricavato delle vendite di Un Caffè A Kathmandu, infatti, andrà a sostenere proprio il progetto Apeiron ONLUS.

     LA TRAMA

La fotografa svizzera Micky Levante parte alla volta di Kathmandu e del vicino villaggio di Pokhara per documentare la situazione degli street children, ma il suo viaggio sarà anche pieno di emozioni personali e colpi di scena.
Cosa succede, infatti, se una giovane donna come lei, sempre sulla difensiva e disillusa dall'amore a prima vista incontra due compagni di viaggio come Carlos, l'affascinante cameraman tenebroso e taciturno di origini spagnole e il giornalista estroverso e fin troppo burlone Franck?
Tutto prende piste inaspettate: turisti imbevuti di culti new age taroccati, misteri di scambi sospetti e indagini dei servizi segreti… è un grande marasma di eventi e situazioni a sorpresa, ma che assolutamente non dimenticano lo sguardo essenziale ma deciso sul Nepal e sui suoi problemi: dai bambini al degrado igienico, alla spregiudicatezza truffaldina di occidentali disonesti, fino ai consueti inconvenienti di salute del "mal di monsone".

     IN CONCLUSIONE

La visione caleidoscopica ed estremamente vicina al lettore, fa di Un Caffè A Kathmandu un ottimo spunto per tracciare senza complicati intellettualismi lo scorcio nepalese di uno Stato con i suoi grandi problemi, ma anche con il suo grande fascino che può anche aprire un nuovo orizzonte nel lettore, che ne dite? Apeiron organizza anche viaggi culturali in Nepal per familiarizzare la cultura di questo paese vivendo a stretto contatto con essa…

Ma se il viaggio vi sembra troppo lungo, Un Caffè A Kathmandu e Manuela Mazzi saranno i vostri compagni di viaggio per un soggiorno immaginario, a tu per tu, con il Nepal sulla scia di un romanzo che si legge tutto d'un fiato!

     CHI E' MANUELA MAZZI

Manuela Mazzi nasce a Locarno (Svizzera) nel 1971.
È giornalista professionista e fotografa, ha scritto per diverse testate della stampa ticinese e ha collaborato in Italia con Il Giornale come corrispondente dalla Svizzera Italiana.
Attualmente lavora nella redazione del settimanale d'approfondimento Azione e produce servizi fotografici in veste di free lance.
Oltre a Un Caffè A Kathmandu, pubblicato nel 2005 con la casa editrice Progetto Cultura 2003 ha pubblicato il racconto new age L'Angelo Apprendista. Un romanzo che in poche settimane ha esaurito due ristampe. In uscita per marzo 2007 è invece il Reportage Narrativo Sesso Stanco, per le edizioni Fuoridallerotte.

     CONTATTI:

Manuela Mazzi, casella postale 1615
6648 Minusio - Ticino/Svizzera

e-mail: uncaffeakathmandu@tiomail.ch
blog: www.uncaffeakathmandu.splinder.com


 Si veda anche: Un caffè a Kathmandu
postato da: vegekuu alle ore 18:05 | link | commenti (5)
categorie: recensioni
sabato, 16 dicembre 2006


AL. - Recensione apparsa su CINQUE giorni


Un "AL - trove" terrestre
Quattro componenti con grandi partecipazioni 
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Provengono da Olevano Romano e da Cave gli AL., nome minimale dell' alternative rock band nata nel 2003. Dopo vari assestamenti e cambiamentidi line-up attualmente la band è cosi composta: Emiliano De Carolis alla voce, Flavio De Giusti e Riccardo Emmolo si alternano al basso e alla chitarra elettrica Giulio Tirinelli alla batteria. Hanno all' attivo numerose esperienze live sparse fra il territorio della provincia e kla capitale, condividendo il palco con artisti come: 24 GRANA, ASSALTI FRONTALI E ULAN BATOR. Del 2005 è la partecipazione al "radiolevano rock festival" in cui riscuotono ampi consensi. nella scorsa primavera vengono selezionati per il concorso "M-arte live" della capitale. La band ha inciso un Ep autoprodotto intitolato "Frammenti di un viaggio", una sorta di concept-ep contenente cinque brani in lingua italiana. Proprio come il loro nome, pure essenziale è la loro cifra stilistica. Nel pezzo "Neil" la storia è liberamente ispirata al celebre Neil Armstrong, primo uomo a mettere piede sulla luna, ma si tratta di un viaggio che va al di là della mera empiria."Io so quando" è una litania melodica, ossessiva e conturbante, le chitarre marlenekunziane (della nota band italiana Marlene Kunz, n.d.a.), distorte e malate, ne rendono la sospenzione, la prossimità alla terra, ma solo la prossimità in quanto gli AL. decollano verso lidi interiori. La vocalità di Emiliano de Carolis è tutta tesa ad introiettare le parole e restituirle assolutamente snaturate di significato eppure pregne di emozionalità. Le chitarre e il basso di "Ulisse" riecheggiano le atmosfere fine '70 dei primissimi CURE targati "three imaginary boys" ( 1979 n.d.a.), in cui convergono riferimenti dell' "epopea" anni '90 di bands alternative rock made in Italy come C.S.I. e RITMO TRIBALE. Questa la musca e le suggestioni degli AL. che , indefessi, lunedi prossimo suoneranno in un noto locale romano per le selezioni del concorso "Rock targato Italia". Consigliati a tutti coloro che scelgono di vivere nell' al-trove terrestre.

Recensione apparsa su "CINQUE giorni", quotidiano gratuito della provincia di Roma, a cura di Mariagloria Fontana.
postato da: vegekuu alle ore 01:42 | link | commenti
categorie: musica, recensioni
martedì, 12 dicembre 2006


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